Casistica

                                                                              ERRORE O RITARDO DIAGNOSTICO IN ONCOLOGIA

Mancata o ritardata effettuazione di accertamenti diagnostici (radiologici, ecografici, laparoscopici, di laboratorio) e anche errori nella refertazione con mancata individuazione di patologie presenti e meritevoli di specifica tempestiva terapia medica o chirurgica. Specie in oncologia, l’individuazione precoce di una piccola massa neoplastica permette di programmare un percorso terapeutico mirato a impedirne la crescita e, se maligna, riduce la possibilità di formazione di metastasi a distanza.

Oggi, trattando di tumori, non si usa più l’espressione “un male incurabile”, grazie alle perfezionate tecniche di indagine e alle varie opzioni terapeutiche; in particolare, appare riprovevole che la donna, soggetta a diffuse campagne di prevenzione del tumore al seno, nonostante si sottoponga agli esami regolarmente prescritti, per colpa del radiologo o del senologo, veda ridotte le sue chances di sopravvivenza, con una ricaduta negativa sulla sua qualità di vita.

Per una paziente di Carloforte, in Sardegna, composi la mia consulenza tecnica, individuando la colpa professionale per la ritardata diagnosi di neoplasia mammaria e chiesi un parere al prof. Veronesi, che mi confermò quanto affermavo e mi sottolineò l’importanza della formulazione di una diagnosi precoce per evitare la crescita tumorale e consentire alla donna di vincere la sua battaglia contro il cancro.

               TERAPIE FARMACOLOGICHE E INTERVENTI CHIRURGICI INUTILI E DANNOSI

Sempre in ambito diagnostico, ma sul versante opposto, esistono casi di diagnosi errate, che hanno comportato l’adozione di trattamenti terapeutici farmacologici con pesanti effetti collaterali o interventi chirurgici demolitivi rivelatisi, successivamente, privi di indicazione razionale.

Una signora di 38 anni di Genova, R.B., entrata in sala operatoria ritenendo di venire sottoposta a un piccolo intervento al seno, ne usciva senza ambedue i seni e con due protesi mal posizionate; convinta che il chirurgo le avesse asportato due masse tumorali, quando richiese il riconoscimento dei benefici statali come invalida civile, ebbe l’enorme sorpresa di venire a conoscenza che non aveva mai avuto alcun tumore e che la mastectomia bilaterale subita era stata completamente superflua e priva di indicazione razionale.


Simili sono altre due vicende: il sig. F.B. di Bergamo ebbe una grave pancreatite insorta come effetto collaterale della terapia prescrittagli per una malattia cronica dell’intestino; con grande sorpresa, veniva poi a sapere che i vetrini relativi alla biopsia non avevano confermato la diagnosi e, quindi, la pesante terapia farmacologica era stata inutile, superflua e dannosa; la sig.ra G.M. di Piacenza, invece, presenta tuttora i danni dovuti alle alte dosi di chemioterapia assunta su prescrizione dell’oncologo per un tumore polmonare, che si rilevò inesistente.

Quando un esame di laboratorio segnala la presenza di una grave malattia, è bene ipotizzare la possibilità che si tratti di un falso positivo e richiederne la ripetizione, magari presso un altro laboratorio. La sig.ra M.G. di Milano, dimessa dopo aver partorito senza problemi, era da pochi giorni rientrata a casa con la sua bimba, quando riceveva la telefonata di un medico ginecologo dell’ospedale, che la invitava a sospendere l’allattamento in quanto era risultata sieropositiva per l’HIV; sconvolta, si recava in un altro ospedale e si sottoponeva alla ripetizione del Test, che permetteva di escludere la presenza di sieropositività e veniva a sapere che si era trattato di un falso positivo.


Anche al sig. E.S. di Pavia, sulla base degli esami di laboratorio, diagnosticarono la presenza di infezione da virus dell’Epatite B; tale fu la preoccupazione di poter essere fonte di contagio, che abbandonò il suo lavoro e anche la famiglia andò incontro a una crisi profonda; dopo l’insorgenza dei gravi effetti collaterali della terapia antivirale somministrata in ospedale, il paziente si sottoponeva ad accertamenti epatologici e virologici presso altra struttura sanitaria e scopriva che non c’era alcuna prova dell’infezione in atto o pregressa da Virus dell’Epatite B.

ALTRI CASI DI MALASANITÀ

- DIMISSIONI PRECOCI, NON PROTETTE, che hanno avuto drammatiche conseguenze sul paziente, con la necessità di ulteriori ricoveri in altre strutture ospedaliere.

- COLPA MEDICA IN OSTETRICIA E GINECOLOGIA
Spesso , non vengono adottate tutte le indicazioni che sono alla base di un'adeguata assistenza della donna, mirata alla prevenzione delle malattie tumorali ginecologiche e alla tutela della gravidanza; gli strumenti che abbiamo a disposizione per indagare sullo stato di benessere materno-fetale vanno utilizzati al meglio, da operatori esperti e disponibili ad approfondire ogni minimo iniziale sospetto di patologia in atto. Per evitare conseguenze tragiche, è meglio effettuare un accertamento in più, che possa escludere la presenza di malattia, piuttosto che risparmiare su un esame e concedere alla malattia tutto il tempo di aggravarsi.

Anche il bambino nel grembo materno possiede, oggi, i suoi diritti giuridici legati a quelli della madre e deve ricevere la migliore assistenza possibile per poter affrontare serenamente il trauma del momento del parto e venire alla luce in un ambiente attrezzato con le migliori risorse umane e strumentali.

- ESITI NEGATIVI IN CHIRURGIA PLASTICA

Le nuove frontiere della medicina, oltre alle battaglie contro i batteri e i virus, le malattie tumorali, le malattie congenite, le malattie cardio-vascolari, le demenze e le altre malattie del sistema nervoso, hanno aperto il grande capitolo della Medicina del Benessere e non solo della Medicina della Malattia.

Sono sorte scuole di specializzazione in Medicina Estetica e la Chirurgia Plastica non ha più come oggetto d'intervento solo la riparazione e la ricostruzione del corpo danneggiato da incidenti o da ustioni: oggi si chiede al medico di intervenire su anomalie corporee che non si accettano e con le quali si convive a fatica; può esserci una reale indicazione alla correzione chirurgica, abbinata alla anche a una ricostruzione di un' “estetica interiore“, ma il valido chirurgo plastico è quello che sa anche dissuadere la paziente che ha pretese assurde. Ogni intervento presenta una percentuale più o meno elevata di rischio operatorio, per cui va sempre effettuato un attento calcolo del rapporto tra rischi e benefici.

- FUORUSCITA DI MEZZO DI CONTRASTO E ALTRI EVENTI AVVERSI IN CORSO DI INDAGINI O INTERVENTI IN AMBITO RADIOLOGICO ED ENDOSCOPICO

Le nuove tecniche di indagine radiologica consentono di ottenere un quadro di “imaging” simile a quanto si otteneva in passato solo a cielo aperto, con metodiche invasive, laparotomiche, cruente; le attuali tecniche di endoscopia diagnostica o interventistica permettono un approccio meno invasivo, ma hanno creato una serie di nuove patologie iatrogene (per colpa medica); solo i medici che garantiscono di avere seguito un serio percorso formativo teorico e pratico dovrebbero poter operare con le nuove tecniche in laparoscopia o robot-guidate.

CARTE DEI DIRITTI DEL MALATO

Sono state formulate numerose carte dei diritti del malato: sono un utile apporto al lento percorso che il cittadino dovrà compiere per essere vero cittadino protagonista e non “ospite” nel mondo della sanità; purtroppo non hanno valore di legge e valgono solo come indicazione generica. Il mancato rispetto degli articoli contenuti in tali carte non contempla alcuna misura punitiva; dovrebbero essere inserite nel programma della facoltà di Medicina e in ogni scuola di specializzazione, per far sì che i giovani medici mantengano il loro ruolo di cittadini e non lo dimentichino al momento in cui indossano il camice bianco.

ALCUNI IMPORTANTI CONSIGLI E SUGGERIMENTI

> L’importanza di ottenere ulteriori pareri medici prima di sottoporsi ad intervento chirurgico o a terapie importanti; valutare il confronto tra rischio e beneficio.

> Raccogliete la documentazione fotografica delle lesioni per permettere al medico di avere visione dell’oggettività anche a distanza di tempo e fare un confronto tra le varie fasi del percorso della malattia .

> Richiedere sempre la certificazione leggibile di ogni atto medico al quale siete sottoposti; al termine del ricovero, al momento della dimissione, richiedere copia della cartella clinica e di tutti gli esami effettuati.

> In caso di sospetto di essere stati vittime di malsanità, prima di intraprendere le vie legali, chiedere a un medico di analizzare ogni aspetto della vicenda e valutare se scegliere l'azione penale o civile.

Share by: